Durante il World Economic Forum 2026 di Davos, Satya Nadella, CEO di Microsoft, ha lanciato un messaggio chiaro all’intero comparto IT: l’intelligenza artificiale deve produrre risultati concreti e benefici tangibili per la società , altrimenti rischia di perdere quella che definisce l’autorizzazione sociale a impiegare enormi quantità di energia per alimentare i modelli di AI.
L’AI è un “amplificatore cognitivo” per l’accesso a “menti infinite”
Secondo Nadella, l’AI deve contribuire a migliorare la salute pubblica, l’istruzione, l’efficienza della PA e la competitività in ambito industriale. In caso contrario l’opinione pubblica potrebbe non accettare più che risorse energetiche scarse vengano destinate a un utilizzo percepito come privo di impatto positivo. In pratica, se l’AI non cambierà in meglio la vita di persone, comunità e imprese le compagnie non avranno più il consenso per usarla in modo così intensivo.
Nadella ha descritto l’intelligenza artificiale come un “amplificatore cognitivo” paragonandola a uno strumento che offre “accesso a menti infinite“. Ha però sottolineato che la vera sfida non è solo tecnologica ma culturale: aziende e lavoratori devono imparare a sfruttare l’AI in modo più produttivo. Come un tempo Excel migliorava l’efficienza di tutti, oggi chi apprende le competenze legate all’AI può aumentare il proprio valore nel mercato del lavoro.
La ricetta di Microsoft contro lo scoppio della “bolla AI”
Il CEO di Microsoft ha citato degli esempi pratici come l’impiego di assistenti AI nella sanità per automatizzare la trascrizione delle visite e la compilazione dei codici di fatturazione, feature che permettono ai medici di dedicare più tempo ai pazienti.
Secondo il gran capo di Microsoft queste applicazioni rappresentano l’impatto reale che l’intelligenza artificiale deve perseguire per mantenere la fiducia della società e sostenere l’investimento energetico e infrastrutturale necessario al suo sviluppo.
Nadella rimane comunque ottimista e se i modelli riusciranno a generare crescita economica per tutti non ci sarà alcuna esplosione della “bolla AI“.

