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Instagram penalizza i repost

Gli sviluppatori di Meta hanno deciso di modificare profondamento il funzionamento dell’algoritmo che gestisce il feed di Instagram. Tali interventi riguardano soprattutto i contenuti raccomandati dall’applicazione, con l’obbiettivo di privilegiare quelli originali e, nello stesso tempo, di favorire la visibilità dei creator meno conosciuti.

Tale iniziativa è stata confermata dai portavoce dell’azienda californiana. Mark Zuckerberg e soci vorrebbero infatti penalizzare gli aggregatori, cioè gli account che generano traffico semplicemente riportando contenuti altrui, questo anche perché in molti casi essi non portano alcun beneficio agli autori dei contenuti che sono stati ricondivisi.

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Nello specifico l’algoritmo provvederà ad identificare gli account che effettuano più di 10 repost nell’arco di un mese, dove con questo termine vengono indicati tutti i contenuti ripresi dai profili di altri creator che non abbiano subito alcuna modifica rilevante. In pratica, (quasi) nessun aggregatore potrà acquisire visibilità con l’arrivo di queste nuove regole.

E’ bene precisare che la penalizzazione prevista sarà soltanto temporanea. Questo significa che i contenuti di un account potranno essere ospitati nuovamente nel feed una volta trascorsi 30 giorni dall’ultima violazione rilevata. Chiaramente, gli aggregatori o pubblisher che hanno stretto accordi con i creator ripostati non verrano penalizzati.

Nello stesso modo chi segue un aggregatore continuerà a visualizzarne i contenuti nel proprio feed. Instagram dovrebbe comunque introdurre un sistema di "etichettatura" dei contenuti che permetta di risalire facilmente all’autore originale di un post, inoltre, il numero di follower o interazioni avrà meno peso nella formazione del feed, favorendo i creator emergenti.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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