Imparare a programmare nell’era dell’AI: perché è ancora fondamentale

Con l’emergere di strumenti avanzati come ChatGPT e Claude, l’argomento se abbia ancora senso imparare a programmare si fa sempre più attuale. Nonostante la crescente accessibilità dell’intelligenza artificiale (AI), la realtà è che la programmazione resta una competenza fondamentale nel panorama tecnologico odierno.

Il valore della programmazione nell’era dell’AI

La programmazione è in fase di trasformazione, non di estinzione. Come ha sottolineato Donatella Sciuto, rettore del Politecnico di Milano, per utilizzare efficacemente un’AI nel generare codice, è essenziale avere competenze di base in algoritmi e programmazione. Senza questa conoscenza, non si è in grado di valutare la qualità del codice prodotto, che può variare significativamente in termini di efficienza e correttezza.

Pubblicità

Il fenomeno del vibe coding e le sue implicazioni

Il vibe coding, ovvero la pratica di comunicare con modelli linguistici per generare codice, suggerisce che la programmazione tradizionale potrebbe non essere necessaria. Tuttavia, affidarsi esclusivamente a questa pratica senza un’adeguata formazione può portare a risultati scadenti. Un dato interessante che emerge dalla Stack Overflow Developer Survey 2025 indica che la fiducia dei programmatori nell’accuratezza del codice generato dall’AI è calata dal 43% al 33% in un solo anno, evidenziando le limitazioni attuali degli strumenti AI.

Il gap educativo e la formazione digitale

In Italia, l’inserimento delle competenze digitali nei curricula scolastici è stato introdotto nel 2022, ma l’attuazione è ancora lontana dalla realtà. Federica Gambel, fondatrice dell’associazione Coder Kids, sottolinea che molti studenti utilizzano l’AI senza comprendere il suo funzionamento. È cruciale formare i docenti per garantire un uso consapevole dell’AI in aula. Il ministero dell’istruzione ha avviato un bando di 100 milioni di euro per formare gli insegnanti, ma questa iniziativa arriva tardivamente.

Rischi del cognitive offloading e la necessità di competenze autonome

Affidarsi completamente all’AI per compiti intellettuali, noto come cognitive offloading, può portare a una diminuzione delle capacità critiche e di problem solving. Mentre strumenti come OpenAI e Perplexity possono semplificare alcuni aspetti della programmazione, la necessità di comprendere le basi rimane fondamentale. Senza competenze adeguate, si rischia di delegare troppo, con conseguenze negative per la propria carriera nel settore tech.

Il futuro del lavoro nel settore tech

Nonostante i recenti licenziamenti nel settore tech, è interessante notare che solo circa il 20% di questi riguarda direttamente i programmatori. Molti dei tagli sono attribuibili all’AI washing, dove aziende giustificano riduzioni di personale già pianificate con l’automazione. Le iscrizioni ai corsi di ingegneria informatica continuano a crescere, segno che la domanda di competenze in programmazione rimane alta.

Il profilo richiesto nel mercato del lavoro sta evolvendo: si cerca sempre meno attenzione alla sintassi e sempre più capacità di pensiero strutturato e progettazione. La figura del programmatore si sta trasformando, con l’AI che funge da supporto, ma la sedia principale alla scrivania rimane occupata dall’umano.

In un contesto in continuo cambiamento, è essenziale continuare a formarsi e aggiornarsi. Ignorare l’importanza di saper programmare potrebbe portare a una situazione in cui la nostra competenza diventa superflua, lasciando il campo libero a chi ha investito nella propria formazione.

Iscriviti a Google News Per restare sempre aggiornato seguici su Google News! Seguici
Pubblicità
Massimiliano Bossi
Massimiliano Bossi
Stregato dalla rete sin dai tempi delle BBS e dei modem a 2.400 baud, ho avuto la fortuna di poter trasformare la mia passione in un lavoro (nonostante una Laurea in Giurisprudenza). Adoro scrivere codice e mi occupo quotidianamente di comunicazione, design e nuovi media digitali. Orgogliosamente "nerd" sono il fondatore di MRW.it (per il quale ho scritto centinaia di articoli) e di una nota Web-Agency (dove seguo in prima persona progetti digitali per numerosi clienti sia in Italia che all'estero).

Leggi anche...

Dipendenti di Google DeepMind si oppongono all’uso militare dell’AI

I dipendenti di Google DeepMind hanno lanciato un chiaro...

Remy e Hatch: i nuovi agenti AI di Google e Meta in arrivo

Nel panorama in continua evoluzione dell'intelligenza artificiale, Google e...

AMD in crescita grazie all’intelligenza artificiale: il futuro dei chip AI

La recente corsa all'intelligenza artificiale ha portato AMD a...

OpenAI presenta il suo agent-phone: l’intelligenza artificiale al servizio degli utenti

OpenAI sta per lanciare un dispositivo innovativo, l'agent-phone, che...

Microsoft abbandona Gaming Copilot: nuove strategie per Xbox

Microsoft ha recentemente annunciato la chiusura di Gaming Copilot,...
Pubblicità