Con l’emergere di ChatGPT alla fine del 2022, la domanda su come l’intelligenza artificiale (IA) avrebbe influenzato il mercato del lavoro è diventata centrale. A oltre tre anni dal suo lancio, Anthropic ha pubblicato uno studio che offre dati concreti sull’impatto reale delle IA generative, in particolare del modello Claude, sulle professioni negli Stati Uniti.
Il nuovo indice “observed exposure” di Anthropic
La ricerca di Anthropic introduce un indice innovativo, denominato “observed exposure”, che incrocia i dati di utilizzo di Claude con le stime teoriche di esposizione delle professioni ai modelli linguistici. Questo approccio risolve un problema metodologico comune nelle analisi precedenti, che tendevano a sovrastimare l’impatto dell’IA limitandosi a calcolare le mansioni teoricamente automatizzabili senza considerare l’effettivo uso da parte dei lavoratori.
Le statistiche dell’occupazione nei settori esposti all’IA
Lo studio ha rivelato che, contrariamente alle aspettative, la copertura effettiva delle mansioni nel settore informatico è del 33%, rispetto al 90% stimato in ricerche precedenti. I programmatori sono quelli con la maggiore esposizione all’IA, con il 75% delle loro mansioni coperte grazie all’uso intensivo di Claude per la scrittura di codice. Al secondo posto, i rappresentanti del servizio clienti si attestano al 70%, seguiti dai lavoratori nel data entry con il 67%.
Al contrario, professioni come cuochi, bagnini e meccanici mostrano un utilizzo di Claude pari a zero, evidenziando una netta differenza tra lavori manuali e quelli più legati alla tecnologia.
Effetti occupazionali e tendenze demografiche
I dati raccolti mostrano che l’impatto dell’IA sull’occupazione è modesto. Ogni incremento di 10 punti percentuali di esposizione osservata si traduce in una riduzione del 0,6% del tasso di crescita occupazionale fino al 2034. Dall’introduzione di ChatGPT, non si è registrato un aumento significativo della disoccupazione nelle categorie più esposte rispetto a quelle meno esposte.
Un aspetto interessante riguarda i giovani nel mercato del lavoro: per le professioni ad alta esposizione all’IA, il tasso mensile di ingresso per i 22-25enni è calato di circa mezzo punto percentuale dal 2024, con una riduzione complessiva del 14% rispetto al 2022. Questo calo potrebbe riflettere decisioni diverse, come la scelta di restare nel lavoro attuale o di tornare a studiare.
Profilo demografico dei lavoratori esposti all’IA
È fondamentale notare che le categorie più esposte all’IA non corrispondono a quelle tradizionalmente associate alla precarietà. I lavoratori coinvolti guadagnano in media il 47% in più rispetto a quelli meno esposti e presentano livelli di istruzione superiori. Includono una maggiore percentuale di donne e laureati con dottorato (17,4% contro 4,5%), dimostrando che l’IA sta influenzando principalmente professioni altamente qualificate.
In sintesi, l’analisi di Anthropic offre una visione più realistica e meno allarmistica dell’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro. Mentre l’IA continua a evolversi e a integrarsi in vari settori, è essenziale monitorare con attenzione come queste tecnologie influenzeranno le dinamiche occupazionali nel lungo periodo.

