Durante un’intervista al World Economic Forum di Davos, Demis Hassabis, CEO di Google DeepMind, ha confermato che l’azienda non ha alcun piano per introdurre gli annunci pubblicitari in Gemini. Un’affermazione arrivata pochi giorni dopo che OpenAI ha annunciato l’introduzione dell’advertising nella formula gratuita e in quella piĂą economica di ChatGPT, scelta che ha giĂ suscitato diverse polemiche.
Google non ha problemi di monetizzazione
Hassabis ha commentato la decisione del concorrente definendola interessante e ha suggerito che la società guidata da Sam Altman potrebbe essere stata spinta in questa scelta da esigenze di profitto. Se però, da una parte, OpenAI ha bisogno di generare più entrate, Google intende mantenere un approccio più cauto riguardo alla monetizzazione diretta delle sue soluzioni AI.
La volontĂ di non integrare la pubblicitĂ in Gemini potrebbe essere dettata anche dalla necessitĂ di costruire un clima di fiducia rispetto all’affidabilitĂ dei modelli. Per Hassabis, la prioritĂ del team di Big G sarebbe quindi lo sviluppo di un’intelligenza artificiale sicura, trasparente e realmente utile, con attenzione all’etica e all’impatto sociale delle nuove tecnologie.
Anticipazioni su Gemini 4
Durante la stessa conversazione, il dirigente ha fatto riferimento anche ai progressi di Gemini 4, la prossima versione del modello multimodale di Google descritta come un’evoluzione notevole in termini di capacitĂ di ragionamento e interazione. Il focus rimane poi rivolto alla collaborazione con Apple, che dovrebbe portare all’integrazione delle funzionalitĂ AI di Mountain View nei dispositivi dell’ecosistema iOS.
La posizione di Hassabis contrasta con quella di altri protagonisti dello stesso mercato. Diverse aziende, infatti, stanno accelerando la ricerca di nuove fonti di ricavi per sostenere i costi legati all’AI. Google, però, può contare su una disponibilitĂ di cassa su cui la maggior parte delle altre compagnie non possono fare affidamento.

