Secondo Demis Hassabis, CEO di Google DeepMind e responsabile AI di Google, la Cina sarebbe ormai solo a pochi mesi di distanza dai modelli di AI più avanzati sviluppati in Occidente. In un’intervista a CNBC il dirigente ha sottolineato che, nonostante le restrizioni degli USA sull’export dei semiconduttori, il progresso degli LLM cinesi procede a un ritmo molto più rapido di quanto previsto solo qualche anno fa.
DeepSeek e la nuova generazione di modelli AI cinesi
Il successo del modello DeepSeek R1, rilasciato circa un anno fa e reso disponibile in versione open source, rappresenta uno dei momenti fondamentali nella corsa dell’AI cinese. DeepSeek, infatti, ha reso disponibile gratuitamente un modello di reasoning e superato le offerte di molte aziende americane ed europee.
Altri modelli come Alibaba Qwen, MiniMax e Manus AI si sono dimostrati tecnicamente comparabili ai sistemi occidentali. La Cina è diventata così uno dei principali protagonisti del settore. Il lancio del prossimo modello di DeepSeek e sarà un test decisivo per verificare se Pechino ha realmente raggiunto la parità tecnologica.
Washington e Pechino vogliono l’AGI
Hassabis ha riconosciuto la capacità dei laboratori cinesi di raggiungere una nuova frontiera dell’AI. Dubita però che abbiano innovato oltre quest’ultima sviluppando nuovi tipi di architetture oltre il classico transformer. Osservazioni che coincidono con quelle del CEO di Nvidia, Jensen Huang, che ha sottolineato come la Cina sia già avanti in ambito energetico e infrastrutturale, mentre gli Stati Uniti manterrebbero un vantaggio nella progettazione dei chip.
La competizione tra Washington e Pechino per raggiungere l’intelligenza artificiale generale (o AGI) è ormai una priorità per entrambe le potenze. Il Paese che riuscirà a superare per primo questa soglia potrebbe ottenere un vantaggio economico, tecnologico e militare senza precedenti.

