E-commerce: l’allarmismo che crea.. allarmismo

Chissà quanto deve aver speso la Secerno (società specializzata nella sicurezza dei sistemi informatici) per commissionare alla Ipsos MORI (rilevazioni statistiche) un sondaggio sulla percezione che gli utenti hanno dei rischi connessi all’utilizzo di servizi di E-commerce?

Sicuramente troppo, indipendentemente dalla cifra pagata, se dopo aver intervistato 1243 cittadini del Regno Unito il risultato finale è stato quello di "scoprire" che la maggior parte di essi era preoccupato delle possibili truffe on line e del furto di dati personali o numeri di carte di credito.

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Ebbene si, che ci crediate o no il 95% degli intervistati diffida di un sito che ha subito in precedenza furti di identità degli utenti o altri attacchi riusciti da parte di pirati informatici. "Addirittura" l’85% di essi si preoccupa dei pericoli a cui potrebbero andare incontro il loro soldi durante una transazione on line.

Il dato più interessante dello studio, lo si può ricavare forse indirettamente: esiste negli utenti una mentalità ancora radicata per cui le truffe on line siano da addebitare più ai siti di E-commerce che ad incauti comportamenti personali.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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