Il CEO di Amazon, Andy Jassy, ha confermato che le tariffe imposte dall’amministrazione Trump stanno iniziando a riflettersi sui prezzi di diversi articoli venduti sulla piattaforma. Intervenuto al World Economic Forum di Davos, il dirigente ha spiegato che la maggior parte dei venditori aveva tentato di attenuare l’impatto dei dazi acquistando scorte in anticipo. Le riserve si sono però esaurite nel corso dello scorso autunno.
Amazon vuole mantenere i prezzi “più bassi possibile”
Secondo Jassy, l’aumento dei costi legato ai nuovi dazi sta spingendo i venditori a decisioni difficili. Alcuni stanno trasferendo gli oneri direttamente ai consumatori, altri stanno cercando di assorbirli parzialmente per mantenere la domanda stabile. Si comincia in pratica a vedere l’effetto delle tariffe su una parte dei prodotti e Amazon starebbe cercando di mantenere i prezzi “più bassi possibile”.
Nel 2025 Jassy aveva sostenuto che le tariffe non avevano ancora inciso in modo rilevante sui prezzi. Con l’aumento dei costi di importazione, e i margini di profitto tipicamente ridotti del settore retail, la situazione starebbe però cambiando in modo evidente.
Stando così le cose, con un incremento dei costi intorno al 10% non rimangono molte aree in cui assorbirlo.
Le nuove abitudini dei consumatori
Le tensioni commerciali in atto tra Paesi un tempo alleati anche a livello commerciale stanno modificando i comportamenti dei consumatori. Amazon ha osservato che molti utenti optano per prodotti più economici o rinviano l’acquisto di articoli non essenziali.
Jassy ha però evidenziato che in ogni caso la domanda si starebbe dimostrando “resiliente”, i clienti continuano quindi a spendere adattandosi al nuovo contesto economico.

