Windows 7: togliere IE non basta!

L’annuncio di Microsoft di distribuire il nuovo Windows 7 senza il suo browser Internet Explorer non ha sortito i risultati sperati dalla casa di Redmond. Con questo annuncio, infatti, il colosso del software fondato da Bill Gates sperava di chiudere ogni contesa in merito al presunto abuso di posizione dominante nel mercato dei browser contestatogli dalla Commissione Europea.

In realtà i concorrenti di Microsoft non sembrano soddisfatti della soluzione proposta e chiedono ai vertici di Redmond un ulteriore sforzo nell’ottica di una maggiore libertà e concorrenza.

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Secondo Jon von Tetzchner, amministratore delegato di Opera Software, la soluzione proposta da Microsoft non risolverebbe nulla: “Microsoft sta cercando di imporre il proprio rimedio rimuovendo Internet Explorer, e tenta di replicare quello adottato in passato per la questione dei media player, che come tutti sappiamo non ha funzionato. E’ molto importante che per il mercato browser ci sia un rimedio veramente efficace”.

Hakon Wium Lie, Chief technology officer di Opera, si è sbilanciato ulteriormente proponendo che Windows 7 venga “distribuito con più web browser preinstallati, lasciando la libertà di scelta al consumatore”.

Alle lamentele sollevate dai vertici di Opera si aggiungono quelli di altri esponenti di spicco come Mozilla Foundation (Firefox) e Google (Chrome) secondo i quali Microsoft avrebbe ignorato per anni gli standad del web (da sempre mal supportati da IE) al fine di spingere i webmaster di tutto il mondo a creare siti compatibili con il solo IExplorer ostacolando, di fatto, la diffusione dei propri rivali.

Da Redmond, ovviamente, le accuse vengono respinte sostenendo che acquistando un PC con Windows 7 il cliente sarà poi libero di scegliere liberamente quale browser installare.

La Commissione Europea si è presa del tempo per vagliare la questione e verificare se la proposta avanzata da Microsoft sia idonea a ripristinare un normale regime di concorrenza nel mercato dei web-browser.

In realtà la proposta di Microsoft appare ragionevole purchè venga consentita una reale libertà di scelta al consumatore. Obbligare Microsoft ad installare sul proprio sistema operativo i software della concorrenza non sembra, obiettivamente, giusto. Se così fosse, infatti, ogni produttore di browser potrebbe vantare il proprio diritto di vedere il prorio software su tutti i PC muniti di OS Windows ottenendo un subitaneo, ed innaturale, successo. Concorrenza e libertà sono due parole che viaggiano su binari paralleli, quindi ci auguriamo che sia l’utente ad essere lasciato libero di scegliere (con un semplice download) il browser che desidera utilizzare, qualunque esso sia.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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