Domini .xxx e porno burocrazia

Dopo oltre 10 anni di rinvii e ripensamenti, l’idea dei domini con estensione ".xxx" venne infatti partorita nel lontano 2000, finalmente l’ICANN ha deciso di permettere ai siti Web dedicati all’industria pornografica di dotarsi di una infrastruttura propria per i nomi a dominio.

Ora, ci si aspetterebbe che l’iniziativa abbia portato associazioni di "mamme anti-porno" e organizzazioni religiose integraliste a scendere in piazza, invece le proteste sono arrivate proprio da coloro a cui questa innovazione si rivolge, gli imprenditori del porno.

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Per registrare un nome a dominio ".xxx" è necessario affrontare un duro iter burocratico grazie al quale dimostrare che il proprio business verte su hardcore e dintorni; teoricamente questa procedura è stata creata a tutela delle aziende stesse, ma gli interessati non l’hanno percepita in questo modo.

I porno imprenditori hanno quindi deciso di osteggiare le lungaggini della "porno burocrazia"; tutti i controlli sulla validità di una richiesta per la registrazione di un nome a dominio con estensione ".xxx" dovranno superare il vaglio della International Foundation for Online Responsibility.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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