Advertising: in aumento i prezzi di rich media e video

Assocom, organizzazione che rappresenta e promuove le aziende di comunicazione in Italia, ha recentemente presentato una relazione dedicata alle variazioni di prezzo degli spazi pubblicitari nel mercato nostrano. Dai dati presentati sembrerebbe che rich media e video siano attualmente le soluzioni in grado di attrarre la maggiore offerta.

Nello specifico, durante gli ultimi 12 mesi sarebbe stato registrato un incremento di prezzo pari al 3.3% per i rich media e al 3.9% per i video. Queste percentuali non sarebbero state calcolate tenendo conto delle sole fluttuazioni nel corso delle aste, ma anche considerando l’audience che un determinato formato per l’advertising riesce a generare.

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Tale metodologia viene utilizzata perché la Media Inflation, cioè il concetto di inflazione applicato al mercato dei media attraverso i quali è possibile veicolare annunci pubblicitari, coinvolge tutti i settori, anche quelli apparentemente meno competitivi. E’ quindi possibile che l’aumento dei prezzi si verifichi persino a carico di media oggi non particolarmente performanti.

A dimostrazione di quanto detto vi sarebbe per esempio il fatto che anche l’offerta pubblicitaria della carta stampata, indubbiamente il media che ha subito il danno più elevato dall’affermazione dell’advertising online, sarebbe stata interessata dalla crescita dei prezzi con un incremento medio quantificabile in 0.7 punti.

La crescita registrata dai ricercato di Assocom avrebbe poi interessato anche altri canali mainstream più tradizionali come la televisione (+2.4%) e la radio (1.5%). Numeri che naturalmente non sono paragonabili a quelli del digitale, caratterizzato da prestazioni nettamente più elevate.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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