3 Italia e Wind insieme. Si può fare

Il Governo italiano non avrebbe espresso alcuna riserva a proposito del progetto per la fusione tra i provider telefonici 3 Italia e Wind; sostanzialmente i vertici delle due aziende avrebbero ricevuto l’atteso via libera, ma per evitare eventuali ripensamenti da parte delle autorità della Penisola sarà necessario rispettare una condizione.

In pratica i soggetti coinvolti dovranno rendere noto il piano industriale previsto per il nuovo agglomerato societario nonché specificare nel dettaglio quelle che dovrebbero essere le ricadute occupazionali derivanti dalla sua formazione; chiaramente il nullaosta appena ricevuto dal Consiglio dei Ministri non sarà l’unico richiesto prima di poter procedere.

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Ora la palla dovrebbe passare nelle mani delle istituzioni europee che si dimostrerebbero generalmente molto più severe nell’intervenire riguardo alle fusioni tra grandi realtà industriali; basti pensare alla recente bocciatura del tentativo di unione operato da Telenor ASA e TeliaSonera, entrambi carrier scandinavi del comparto comunicazioni.

Secondo quanto previsto da H3G Italia e dalla divisione nostrana della Wind dovrebbero essere necessari non più di 12 mesi per il completamento dell’iter burocraticho richiesto per l’approvazione del progetto anche in sede internazionale; le parti coinvolte avrebbero anche già designato il CEO del nuovo soggetto: Maximo Ibarra.

La condizione imposta dal Governo della Penisola prevedrebbe anche che, una volta fuse, le due aziende non procedano ad eventuali delocalizzazioni dei propri asset al di fuori dei confini italiani, che i servizi già forniti vengano comunque garantiti e che la strategia commerciale scelta non presenti rischi per la sicurezza nazionale.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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