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I Winklevoss si arrendono? Balle!

Contrariamente alle notizie circolate nelle ultime ore, l’epica e milionaria battaglia tra i gemelli Winklevoss e Mark Zukerberg sembra ben lontana dall’essere finita; Tyler e Cameron non avrebbero rinunciato a combattere, ma semplicemente scelto di cambiare strategia nel rivendicare le proprie ragioni contro l’enfant prodige della Rete.

I Winklevoss tornano alla carica

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I Winklevoss, a cui di certo non mancano i soldi per pagare gli avvocati, avrebbero scelto di riabilitare la causa in corso rivolgendosi alla Corte di Boston (invece di addire alla Corte Suprema come inizialmente ipotizzato) sostenendo l’invalidità dell’accordo raggiunto alcuni anni fa, in quanto in quell’occasione il gruppo Facebook avrebbe nascosto alcuni dettagli essenziali per accertare la reale paternità del social network.

Le accuse dei Winklevoss e di Divya Narendra, terza controparte di Zuckerberg, sarebbero basate su alcuni messaggi scambiati tramite messaggistica istantanea nel 2003 e sulle bozze del progetto denominato ConnectU che sarebbe stato il vero prototipo di Facebook.

Ai denuncianti, è bene ricordarlo, erano stati riconosciuti 65 milioni di dollari per quello che sarebbe stato in passato il loro ruolo nella creazione di Facebook, ma a distanza di alcuni anni dall’accordo i Winklevoss hanno ritenuto insufficiente questa somma (probabilmente sulla base delle stime multimiliardarie che parlano, addirittura, di un valore di 100 miliardi di dollari per il popolare social network) e pertanto hanno deciso di rimettere tutto nelle mani del tribunale federale di Boston affinché metta fine alla disputa in corso e stabilisca, una volta per tutte, se le richieste dei gemelli sono ricevibili oppure no.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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