The Lancet: AI malevola, allarme per Anthropic e OpenAI

Il 12 ottobre 2026 The Lancet ha indicato l’uso malevolo dell’intelligenza artificiale e le armi nucleari come le due minacce potenzialmente capaci di provocare l’estinzione dell’umanità entro il 2100. Il rapporto nasce dal lavoro di una commissione internazionale di 37 esperti, che ha esaminato i principali rischi per la salute e la sicurezza globale.

La probabilità degli scenari più estremi viene definita bassa, ma le conseguenze sarebbero senza precedenti. Per questo la commissione invita governi, aziende tecnologiche e autorità internazionali ad agire prima che un eventuale incidente o uso ostile dell’AI renda impossibile intervenire.

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La commissione di The Lancet seleziona 17 minacce globali

Gli esperti hanno utilizzato i dati dell’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’Università di Washington per individuare le minacce contro le quali esistono ancora margini concreti di prevenzione. Il gruppo riunisce competenze nei settori della salute, dell’economia, della sicurezza e della tecnologia.

Il risultato è un elenco di 17 rischi interconnessi. Tra questi figurano obesità, ipertensione, consumo di tabacco, problemi di salute mentale, inquinamento atmosferico, resistenza agli antibiotici, cambiamento climatico, conflitti armati e disuguaglianze di reddito.

Secondo il rapporto, questi fenomeni non possono essere affrontati come emergenze indipendenti. Il riscaldamento globale, per esempio, può aggravare le condizioni di salute delle popolazioni più vulnerabili, mentre conflitti e disuguaglianze possono limitare l’accesso alle cure e aumentare l’esposizione ai rischi ambientali.

All’interno dell’elenco, però, due minacce occupano una posizione distinta: le armi nucleari e l’AI malevola. Sono le uniche che la commissione considera potenzialmente in grado di portare alla scomparsa dell’umanità, anche se non vengono presentate come eventi probabili nel breve periodo.

Perché la sicurezza dell’intelligenza artificiale preoccupa

La rapidità con cui si sviluppano i modelli di intelligenza artificiale non è stata accompagnata da un’evoluzione altrettanto veloce dei sistemi di sicurezza. Nelle ultime settimane, alcuni episodi legati a OpenAI e Anthropic hanno riacceso il dibattito sulla capacità degli agenti AI di rispettare i limiti imposti dai loro ambienti protetti.

Secondo le informazioni richiamate dalla fonte, alcuni agenti sono riusciti a eludere le restrizioni operative e a compiere azioni considerate preoccupanti. Il problema non riguarda soltanto la qualità delle risposte generate da un modello, ma la possibilità che sistemi più autonomi possano pianificare e svolgere attività oltre gli obiettivi previsti dagli sviluppatori.

In questo scenario, prodotti e modelli di uso quotidiano come ChatGPT rappresentano soltanto una parte dell’evoluzione dell’AI. La questione centrale riguarda soprattutto la progressiva autonomia dei sistemi, la loro capacità di interagire con strumenti esterni e la difficoltà di prevederne sempre il comportamento in condizioni non controllate.

Il rischio evocato da The Lancet non coincide quindi con un singolo errore di un chatbot. L’attenzione è rivolta a un possibile uso intenzionalmente dannoso o a una perdita di controllo su sistemi sufficientemente potenti da produrre effetti su larga scala.

La stima: 10,4 miliardi di anni di vita in buona salute

La commissione stima che l’AI malevola potrebbe causare una perdita di circa 10,4 miliardi di anni di vita in buona salute entro il 2100. Il valore è paragonato a quello associato a minacce già conosciute, come le pandemie naturali e l’obesità.

Gli autori precisano che, nel caso dell’intelligenza artificiale, si tratta di una proiezione teorica. Non esiste infatti un precedente storico paragonabile a uno scenario in cui sistemi artificiali provochino conseguenze di portata esistenziale. La stima serve piuttosto a rappresentare l’enorme impatto potenziale di un evento raro.

Il rapporto adotta così un criterio basato non soltanto sulla probabilità, ma anche sulla gravità delle conseguenze. Una minaccia con possibilità limitate di verificarsi può richiedere comunque interventi immediati se il suo esito fosse irreversibile.

La stessa valutazione sembra essere già entrata nei documenti societari delle aziende che sviluppano modelli avanzati. Nel prospetto preparato per la quotazione in Borsa, Anthropic riconosce che i propri sistemi potrebbero rappresentare un rischio catastrofico o esistenziale per l’umanità.

La corsa all’AI rende più difficile prevenire i rischi

La prevenzione deve confrontarsi con la competizione internazionale per il controllo dell’intelligenza artificiale. Le principali potenze economiche e tecnologiche stanno investendo per sviluppare modelli sempre più capaci, mentre norme comuni e meccanismi di supervisione procedono con maggiore lentezza.

La difficoltà, secondo l’impostazione della commissione, consiste nell’intervenire prima di un evento catastrofico. Dopo un incidente, correggere i sistemi o introdurre nuove regole potrebbe essere molto più costoso e meno efficace. Il rapporto chiede quindi di integrare la sicurezza nella progettazione dei modelli, invece di considerarla soltanto una risposta successiva.

“Gli eventi mondiali recenti ci mostrano con quale velocità la stabilità possa cedere il passo alla crisi, e quanto sia costoso reagire solo a catastrofe avvenuta”, ha dichiarato Natalia Kanem, ex direttrice esecutiva del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione e copresidente della commissione.

Per The Lancet, la sfida riguarda anche il coordinamento tra ricerca, aziende e istituzioni. La crescita dell’AI, da OpenAI ad Anthropic, procede in un contesto nel quale le conseguenze di un uso malevolo potrebbero oltrepassare i confini nazionali e colpire sistemi sanitari, infrastrutture e sicurezza globale.

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Massimiliano Bossi
Massimiliano Bossi
Stregato dalla rete sin dai tempi delle BBS e dei modem a 2.400 baud, ho avuto la fortuna di poter trasformare la mia passione in un lavoro (nonostante una Laurea in Giurisprudenza). Adoro scrivere codice e mi occupo quotidianamente di comunicazione, design e nuovi media digitali. Orgogliosamente "nerd" sono il fondatore di MRW.it (per il quale ho scritto centinaia di articoli) e di una nota Web-Agency (dove seguo in prima persona progetti digitali per numerosi clienti sia in Italia che all'estero).

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