Opera è sempre più un browser AI grazie a Gemini

Gli sviluppatori di Opera hanno annunciato il lancio di una nuova generazione di modelli di AI integrata nei suoi browser principali: Opera One, GX e Neon. L’aggiornamento, disponibile dal 1° dicembre 2025, porta oltre 80 milioni di utenti a beneficiare gratuitamente di un motore AI grazie ad una collaborazione tra Opera e Google. La partnership include ora l’inclusione degli ultimi modelli della famiglia Gemini direttamente nel pannello laterale del browser.

Cosa si può fare con la nuova AI di Opera

La nuova AI di Opera permette di avere delle interazioni contestuali con qualsiasi pagina web, gruppo di schede o contenuto video. Si possono così ottenere riassunti o confronti o utilizzare strumenti di ricerca intelligenti. Sono disponibili inoltre il supporto per gli input e output vocali, l’analisi dei file multimediali e un maggior controllo sulla privacy con cui l’utente può decidere quali dati condividere con l’assistente AI e quali mantenere privati.

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L’architettura agentica derivata da Opera Neon garantisce inoltre prestazioni superiori fino al 20% rispetto alla versione precedente pur garantendo il medesimo livello di sicurezza.

Come dichiarato dai portavoce del progetto, con queste nuove integrazioni il browser può diventare un punto d’ingresso naturale per le esperienze basate sulla AI. La collaborazione con Google permette di offrire un ecosistema gratuito, nativo e completo di ricerca e assistenza intelligente. Gli utenti più esperti di Opera Neon avranno poi un accesso esclusivo al modello Gemini 3 Pro che supporta le applicazioni agentiche e consente di affrontare anche i task più complessi.

I browser AI come alternativa ai chatbot

Nel corso degli ultimi mesi Opera ha registrato un aumento del 17% delle entrate legate alle query, fenomeno che testimonierebbe una sempre maggiore integrazione tra ricerca, AI e attività commerciali online. I browser sono ormai un’interfaccia in grado di connettere gli utenti con prodotti e servizi diminuendo la necessità di intermediazioni.

A differenza dei chatbot AI “tradizionali”, infatti, il browser può accedere in tempo reale al contesto di navigazione e offrire un’assistenza più precisa e personalizzata.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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