Greenpeace: il cloud computing minaccia l’ambiente

A lanciare l’allarme è stata l’organizzazione ecologista Greenpeace: il cloud computing, l’utilizzo di risorse hardware e software distribuite in remoto, inquina e inquinerà sempre di più in futuro; entro il 2020 si prevede che le emissioni dovute a questa tecnologia saranno triplicate.

Alla base di questo evidente problema per l’ambiente vi sarebbero innanzitutto i server necessari per mantenere attiva l’infrastruttura necessaria per il cloud computing, in secondo luogo (ma non meno importanti) vi sarebbero le emissioni dovute ai dispositivi mobili.

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Il rischio inquinamento deriverebbe in particolare dalle materie prime utilizzate per l’alimentazione dei server e delle factory che li gestiscono, a questo scopo vengono utilizzate quantità impressionanti di carbone; ciò accade per esempio per il data center di Facebook che serve un’utenza di 400 milioni di utenti.

Greenpeace promuove invece Yahoo! che, per limitare l’impatto ambientale dei suoi nuovi data center situati presso Buffalo, ha deciso di alimentarli utilizzando esclusivamente l’energia idroelettrica.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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