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Diritto all’Oblio anche su Bing

Così come già fatto da Mountain View in seguito ad un pronunciamento della Corte di Giustizia Europea, anche la Casa di Redmond metterà a disposizione degli utenti del motore di ricerca Bing la possibilità di esercitare il cosiddetto Diritto all’Oblio.

Sostanzialmente, gli internauti potranno utilizzare un apposito modulo grazie al quale richiedere la rimozione di uno o più link dai risultati delle query nel caso in cui questi ultimi possano portare alla visualizzazione di informazioni personali da parte di terzi.

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Per quanto riguarda il caso di Google, fino alla fine del mese scorso l’azienda guidata da Larry Page e soci avrebbe ricevuto circa 70 mila richieste di cancellazione, per un totale di 250 mila pagine Web e 270 mila URL (3.8 link in media a richiesta).

Forse anche infastidito dall’eccessiva mole di lavoro creatasi, David Drummond, responsabile legale di Big G, avrebbe affermato che in futuro sarà sempre più difficile bilanciare il Diritto all’Oblio con il diritto di tutti gli utenti ad accedere alla conoscenza disponibile su Internet.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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