Datagate: professioni d’innocenza da Facebook e Microsoft

Il caso Datagate continua a suscitare polemiche oltreoceano; Facebook e Microsoft hanno deciso di presentare delle prove a sostegno della loro estraneità al progetto PRISM e presto anche i vertici di Mountain View dovrebbero fare lo stesso.

Sia Menlo Park che Redmond avrebbero infatti reso noto il numero complessivo delle ordinanze ricevute da istituzioni come per esempio la stesso NSA (National Security Agency) o la polizia federale (FBI) per l’invio alle autorità di dati relativi alla propria utenza.

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Facebook avrebbe voluto sottolineare la ricezione di appena 18 mila ordinanze per altrettanti utenti nel corso di un semestre conclusosi il 31 dicembre del 2012; per quanto riguarda l’azienda capitanata da Steve Ballmer non si andrebbe oltre i 31 mila iscritti al proprio network.

Secondo i portavoce di entrambi i gruppi, la "colpa" di Facebook e Microsoft sarebbe unicamente quella di vedere i propri nomi indicati nella lista delle aziende contattabili per finalità di sorveglianza fisica ed elettronica da parte del governo di Washington, ciò però non implicherebbe un loro ruolo attivo nello spionaggio degli utenti.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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