Reuters: nuove policy per i social network

L’agenzia di stampa Reuters non ci sta a vedere le sue notizie distribuite (spesso anche con largo anticipo) su social network e social media, ha quindi deciso di correre ai ripari compilando un’apposita policy che dovrà essere osservata attentamente dai propri dipendenti.

Il ragionamento fatto dai vertici dell’agenzia non può essere criticato a rigor di logica: l’azienda vive della propria capacità di fornire notizie in anteprima, se queste vengono diffuse sui network sociali perdono chiaramente il loro valore di mercato e a farne le spese sono gli editori.

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Inoltre, il documento fa riferimento anche al prestigio dell’agenzia che potrebbe essere intaccato anche pesantemente nel momento in cui i giornalisti che lavorano per essa assumessero su Twitter o Facebook comportamenti ritenuti poco professionali (fughe di notizie in primis).

I grandi social network non sono gli unici obiettivi di Reuters, l’agenzia ha consigliato ai suoi dipendenti di utilizzare Wikipedia per accedere a spunti o ad informazioni, ma di non utilizzarla come fonte per gli articoli (né linkarla) perché non attendibile in senso assoluto.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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