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Facebook: basta con gli Instant Articles

I responsabili di Meta hanno deciso di pensionare gli Instant Articles, un formato che era stato introdotto su Facebook nel maggio del 2015 con l’obbiettivo di velocizzare il caricamente delle news sugli smartphone. Il progetto, che prevedeva la collaborazione di alcuni editori, verrà chiuso definitivamente entro l’aprile del prossimo anno.

Gli Instant Articles funzionano in modo molto simile alle AMP (Accelerated Mobile Pages) di Google ma il loro rilascio è precedente, la soluzione di Mountain View venne infatti lanciata nello stesso anno ma in ottobre. Sostanzialmente essi funzionano sfruttando un meccanismo di cache che memorizza pagine Web di terze parti nei server di Meta e le restituisce agli utenti.

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Ma perché Mark Zuckerberg e soci non vogliono più investire negli Instant Articles? Questi ultimi attualmente sono utilizzati per i feed di Facebook ma, stando alle statistiche analizzate da Meta, globalmente ad oggi meno del 3% dei contenuti proposti attraverso il feed riguarderebbero condivisioni linkate a news e articoli di approfondimento.

In sostanza, e anche in considerazione del fatto che l’azienda non starebbe affrontando il miglior periodo della sua storia dal punto di vista della crescita, tutti gli sforzi dovranno essere concentrati su iniziative che incontrano il favore degli utenti, generano traffico e trattengono le persone all’interno del social network, come per esempio i Reels.

A conti fatti gli Instant Articles erano il retaggio di un modo di fruire Facebook che nel tempo è molto cambiato. Oggi gli smartphone sono molto più performanti rispetto a 7 anni fa così come sono migliorate le connessioni mobili a disposizione degli utenti, nello stesso tempo l’attenzione di questi ultimi si è spostata fortemente dai testi ai video.

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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