Dropbox: addio al segmento consumer?

Dropbox, uno dei più noti servizi per lo storage di contenuti in Cloud, è stato recentemente coinvolto in un importante intervento di revisione che non ha riguardato soltanto l’interfaccia del progetto. Sono ora disponibili nuove funzionalità, ma anche modifiche ai piani tariffari che non sarebbero state accolte da tutti con il medesimo entusiasmo.

Anche ad un’analisi superficiale apparirebbe subito chiaro come la piattaforma sia ora rivolta con maggiore convinzione ad un target di tipo professionale e aziendale. Contestualmente diversi analisti, nonché gli utilizzatori del servizio della prima ora, avrebbero ravvisato una sostanziale assenza di novità dedicate al segmento consumer.

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Parliamo infatti del primo aggiornamento rilevante dal 2007 ad oggi, ma chi in passato ha utilizzato Dropbox soltanto per conservare delle immagini e pochi file personali in remoto rimarrà probabilmente deluso. A questo punto si attende di scoprire se questo cambio di strategia commerciale premierà i responsabili del progetto.

Da parte sua il video di presentazione distribuito da Dropbox parla chiaramente di questo strumento come di un organizer per la vita lavorativa, di una piattaforma in grado di semplificare il workflow massimizzando la produttività e di tool per la condivisione concepiti nativamente per i teamwork. La nuova via sembrerebbe quindi ormai tracciata.

Il cambio di rotta sarebbe risultato evidente già dalle modifiche apportate lo scorso maggio al listino prezzi, allora infatti la sottoscrizione Plus passò dai 9.99 euro al mese praticati per diversi anni agli 11.99 euro mensili. Andrebbe però sottolineato che contemporaneamente è stato incrementato anche lo spazio di archiviazione da 1 a 2 TB.

 

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Claudio Garau
Claudio Garau
Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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